di FRANCO G. FREDA
O bestie impotenti:/ per chi non ha denti/ è fatto a pennello/ un Giulio Giorello! È inutile: continua a venirti in mente, pagina dopo pagina, e devi scacciarla come una mosca, la canzonetta risorgimentale con cui Giuseppe Giusti sfotteva quell’altro campione di nerbo e schiena dritta, Carlo Alberto: Il Re Travicello. Oh comodo, oh bello/ un Giulio Giorello. No, così non si fa, il nostro Ipse è pur sempre un epistemologo, cioè un filosofo della scienza, illustre cattedratico all’Università di Milano e firma d’occasione del Corriere della Sera.
Fa tanto bordello/ un Giulio Giorello? Eh, sì che ne fa. Eccome. Intende infatti sostenere questa tesi: che il tradimento non è la cosa orribile che credevamo. Che, anzi, il traditore è un paladino della spontaneità e tradire con puntualità ci evita di far inceppare il tapis roulant del progresso. Il tradimento favorisce le conquiste dell’umanità. È sintomo di libertà (era ora che esplicitassero il nesso subdolamente taciuto dai tempi della Grand Révolution). Senza il tradimento non ci sarebbe stato nemmeno il Cristianesimo (roba da mettersi a piangere a dirotto, mancava solo quella). E, naturalmente, cosa ti allega Giulio Giorello come dimostrazione paradossale della validità del proprio enunciato? Il codice sassone ripreso dalle SS: «Il nostro onore si chiama fedeltà». Di questa fedeltà - dice, con un sorriso sgamato - non ne abbiamo certo bisogno. Piuttosto, viva Giuda e viva Jago. Un fenomeno, lo Jago shakespeariano, il più creativo e brioso di tutti i traditori: l’unico che tradisca solo ed esclusivamente per il gusto di tradire, perché quel pivello di Bruto pugnalò invece Cesare solo per amore di Roma, non per genuina e gratuita delizia e sincero e radicale spirito di libertà...Se non avessi il libro tra le mani non ci crederei, ma tant’è. Giuro (senza incrociare le dita dietro la schiena).
O bestie impotenti:/ per chi non ha denti/è fatto a pennello/ un Giulio Giorello!












Bastava che Freda, che di quanto scrive Giorello dice di non potersene fare una ragione, di Giorello guardasse la foto!
RispondiEliminaGuardando la foto di Giorello: la foto "tradisce" un tipo d'uomo (philosophus scientiphicus)che pur di glorificare la libertà di pensiero giunge all'elogio del tradimento. All'umana decadenza e degenerazione non c'è fine! A quando, caro Giorello l'apologia dello stupro e l'elogio del pedofilo e dell'infanticida? A quando l'esaltazione del vigliacco e del codardo? A quando la glorificazione dell'usura e della speculazione spietata e senza redole?
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