Presentazione di EreticaMente

EreticaMente è il "mondo delle Idee", per una cultura organica, nazionale e popolare tesa alla formazione dell'Uomo, del Cittadino, del Patriota...

Razzismo rosso (E se i veri razzisti fossero “compagni” e democratici?)

La storia che vi voglio raccontare inizia mezzo secolo fa, eravamo a Trieste negli anni '60. Siamo in una scuola elementare cittadina, in una classe terza...

Maurice Bardeche: un fascista per l’Europa

Ho già scritto che Maurice Bardèche è sempre stato un autore molto caro a chi scrive fin dalla sua prima lettura, se non erro negli anni 60, di “Che cosa è il Fascismo?”...

Sulla dignita

Kant riteneva che il fondamento dell’agire fosse la ragione stessa del soggetto umano universale. Infatti l’imperativo categorico (il comando universale...

Omofobia la prossima frontiera del nichilismo

Pensavamo di dover ricordare Elsa Fornero per le riforme che hanno stravolto l’art. 18 e originato il drammatico fenomeno degli esodati e invece c’è qualcosa...

Visualizzazione post con etichetta Cardarelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cardarelli. Mostra tutti i post

mercoledì 19 giugno 2013

Gay-paga


di Luigi Cardarelli

Esplode il caldo opprimente dell'estate, intanto che i grillini s'azzuffano per pontificare se si deve andare al mare in autobus o con la motocicletta. Beppe Grillo la sua fatal missione l'ha compiuta. Quella di rinsaldare la maggioranza per davvero. Scrivevo appena un anno fa, che Lui era l'uomo che doveva far finta di cambiar le cose affinché non arrivasse qualcuno che le trasformasse seriamente. Si direbbe una "bufala". La sua ridicola e farlocca armata Brancaleone dopo averlo sconsacrato, è  divenuta soltanto un grosso serbatoio di riserva del pd: uno strapuntino a gratis, da utilizzare all'uopo in casi d'emergenza. Una minaccia latente non di certo per il sistema o la casta o contro il brigantaggio del politicante, ma solamente per lo spento e logorato pdl.


Al punto tale che Silvio Berlusconi ogni giorno vieppiù blinda ed omaggia questo esecutivo come fosse suo, fatto assieme a coloro che per 20 anni circa sono stati presentati nelle vesti di persecutori e demoni. Guardando di qua e di là in ogni zona del paese, nessuno riesce a distinguere bene se esista una reale opposizione a codesto governo Letta-maio. Magari fra tre mesi a settembre spunterà Casini, o forse il nipote di De Mita. Non si può escludere a priori un ritorno di Veltroni ma neanche un Napolitano tris! La gente onesta se non si suicida, è impegnata strenuamente con le notti magiche del calcio. Quindi non resterebbe meravigliata affatto se Matteo Renzi divenisse il nuovo capo della destra e Brunetta Renato il feroce pasdaran della sinistra.

Così c'erano un tempo le vacanze, adesso cacchio le fanno esclusivamente loro. Gli eletti. Nella spasmodica attesa dell'erede al trono di Albione, passeremo le poche ferie sconsolati chiedendoci beoti con chi andrà a cena in agosto Matteo il Magnifico. Allora, con Luxuria o con la D'Urso? Nel mentre la Concia poverina s'è democraticamente sistemata a Mediaset. Gay-paga…

lunedì 3 giugno 2013

L’ era dei Proci

di Luigi Cardarelli


Nella sfida feroce che avviene all'interno del palazzo d' Itaca tra Ulisse ed i Proci maligni, il mitico Omero vede le avvisaglie del vecchio mondo che sta per cambiare con l'arrivo della democrazia. L'antica società nobile e patriarcale, tradizionale e guerriera di Laerte e Odisseo soccomberà di fronte ai nuovi ceti arroganti, mercantili e aguzzini. I discendenti dei Proci, la casta emergente dei signori liberi e ricchi. Ma non si tratterà affatto del "demos" trionfante come si favoleggiava in Atene, bensì dell'ascesa al potere di avidi e biechi oligarchi. La forma oligarchica è la più terribile forma di tirannide, perché non si basa su nessun principio morale, ma soltanto sulla forza delle armi, del denaro e della corruzione.


Il divino Platone accusava la democrazia medesima d'essere il propedeutico sistema che a posteriori conduce alle dittature. Non tutta la Grecia però, vale a dire il paese a quel tempo civile, seguirà la stessa strada. Già duemila anni e passa prima di Marx, il sommo Licurgo in quel di Sparta aveva reso tutti gli esseri umani uguali di fronte alla legge e riuniti sotto la comunità più insigne, lo Stato. Oramai da due secoli e più questa organizzazione democratica ci viene spacciata come il non plus ultra, dopo la vittoria ottenuta dal "terzo stato" borghese con la rivoluzione industriale e Francese.

Sembrerebbe che prima d'allora, l' homo non avesse neanche mangiato! Ma nei tempi recenti sono passati dal definirla il governo del popolo a quello della maggioranza ed infine or ora sic et simpliciter a quello della  maggioranza relativa. Vale a dire che una minoranza ristretta decide e comanda sulla sacralità dello ius gentium. Gruppi organizzati di plutocrati, potenti e corrotti, decidono sul destino dei popoli, i quali quindi sentendosi esclusi e traditi disertano perfino le urne. Pare che nulla sia cambiato davvero rispetto a tremila anni addietro. E provateci pure a ribellarvi appena o protestare contro i demo-padroni, sentirete tosto quel che vi fanno assaggiare. Turchia docet.

I libri di storia narrano le malefatte epocali dei massimalisti e degli imperi del male, ma nessuno ricorda lo sterminio totale compiuto nelle praterie d'America o nell'Amazzonia ad opera della democrazia più moderna, contro gli indios nativi del luogo. Un secolo dopo questi "uomini di buona volontà", sganciano le letali atomiche sopra due inermi città del Giappone, neppure difese da uno sparuto cannone.

E 70 anni più tardi, non mostrano nemmeno rimorso.



giovedì 23 maggio 2013

Opinione pubblica



di Luigi Cardarelli

Scherzando con gli amici al bar, spiegavo che una volta  gli affamati derelitti assaltavano i palazzi o la Bastiglia; mentre oggi poveretti s'ammazzano dementi tra di loro, donde il Re truce ed aguzzino può morir soltanto di colesterolo o di risate grasse. E poi si dice che non cambia nulla!

Eccoci dentro una seriale escalation di violenze e suicidi, di padri che accoppano i figli e che si buttan giù dai ponti o sparano alle mogli, che il nostro moderato paladino Silvio fa lo chansonnier alla ricca cena elettorale di Alemanno. Visto non lo hanno invitato a Sanremo.


Ma per non essere da meno la blasonata icona progressista di nome Matteo Renzi, si lascia fotografare nella sua posa più appropriata, quella dello sciocco Fonzie. Forse un dì lontano degli insigni sociologi o dei lucidi filosofi, riusciranno a spiegarci perché una gens sveglia ed antica come noi, sia riuscita per decenni a farsi gabbare ed indebitare da certi patetici e squallidi figuri. Senza alcuna resistenza,, senza nessun ritegno: osannandoli, incensandoli, pronandosi di fronte a loro tal che fossero dei olimpici. Parafrasando Cèline  il divino romanziere, "morte a debito".

Ma smettiamola orsù di ciarlare seriamente di queste ridicole ed infide facce toste di bronzo. Mara Carfagna e Renata Polverini sarebbero la destra, invece Boldrini e Finocchiaro incarnerebbero quel poco o niente che resta di sinistra. Vale a dire giusto il caviale. Al massimo queste signore qua, potrebbero essere le griffate esponenti di due correnti d'una mai defunta democrazia cristiana. Credere che costoro abbiano a cuore non le loro sfarzose carriere bensì le sorti del paese, è come essere convinti che Ruby nelle cene di Arcore disquisisse intorno ad Hegel o che la Minetti sia stata candidata per i suoi molti masters in economia. Oppure che il politburo cinese non dorma di notte pensando al sommo bene della minoranza tibetana.

Sostiene Davila, "lo Stato moderno fabbrica le opinioni che poi raccoglie rispettosamente sotto il nome di opinione pubblica". Ci sarà però un giorno la parola fine, a questa nostra era oscura in cui gli italici destini assomigliano tanto ad un alveare brulicante di beoti. Col popolo fesso che invece di lottare, scambia imbelle un flagello per la Divina Provvidenza.

Allora lo spirito degli uomini forti, se ne frega di codesta democrazia tutta allucinogeno, tossicodipendenza e ludopatia.             

martedì 14 maggio 2013

Caron dimonio

di Luigi Cardarelli


E fu così che il nipote dello zio pronunciò l'epocale frase, "non sono neppure il mio premier ideale". Un passo storico davvero, una pietra miliare dell'umanità: i radicalchic alla Fazio direbbero uno step. Dal "ma anche" veltroniano siamo approdati al "neppure" lettiano, con una consecutio temporum perfetta, sapientemente degna di questa ridicola sinistra all'aria fritta. Scusate, definirla sinistra è esagerato. Il succube italiota col cervello bacato ormai ridotto ad una poltiglia amorfa, ad un cerebroleso ectoplasma, si deve da decenni digerire queste sciocchezze putrescenti.

Salassi di bieca massoneria aguzzina che strozzano e dissanguano le nostre dure  esistenze. Come questa gente piena zeppa di pochezza e di splendente fuffa, riesca a governarci è
l'enigma più irrisolto dall'avvento di Gesù. Molto probabilmente ci fu maggior vita evoluta sopra Marte che dentro il pd o fra i loro alleati pdl. Che da venti anni purtroppo ci ripropongono  il solito patetico refrain della persecuzione giudiziaria. Nada mas.


Per l'intera settimana abbiamo dovuto sopportare  se dovesse infine giungere un reggente oppure un abile traghettatore. Naturalmente tutti quelli che scrivono di queste somme imbecillità, ricevono stipendi da veri paperoni. Il reggente era una figura delle monarchie assolute, anzi esisteva fin dal tempo degli antichi faraoni. Lo si nominava quando l'erede era appena un bebè non ancora pronto per salire al trono. Ma codesti del pd, potrebbero al massimo salire a Lourdes. Mentre nella Roma repubblicana che in politica stava molto avanti, nei momenti di vera crisi veniva chiamato un dictator.

Il traghettatore invece più famoso della storia e della mitologia è Caronte, che trasportava le anime dei morti aldilà nell'Ade, oltre il fiume Acheronte. Una figura quindi tetra, funeraria, adatta proprio a qualcuno che ha raggiunto il capolinea o che si ritira in monastero. Caron Dimonio come lo cita il divino Dante, ti trasportava però ma solo a patto che fossi in grado di pagare l'obolo, altrimenti si vagava in eterno senza pace tra le nebbie oscure lungo il fiume. I politicanti nostri possiedono senza dubbio il denaro per saldare il pedaggio; toccherà forse a noi di dover aspettare un passaggio all'infinito

giovedì 2 maggio 2013

Immortale



 di Luigi Cardarelli

"era scritto nel destino, che ti ha reso immortale il 2 maggio a Berlino".

Moriva quel giorno il prode untersharfuhrer Eugène Vaulot, assieme agli ultimi volontari francesi della divisione Charlemagne: a pochi passi appena dal bunker della Cancelleria. I vincitori russi innalzavano alta la bandiera dell'armata rossa sulla cima del Reichstag. Alcuni giorni prima le armate sovietiche del maresciallo Zukov e quelle del generale americano Patton s'erano abbracciate a Torgau, in bassa Sassonia. Svaniva così l'ultimo brandello d'un ideale europeo.

Nel successivo mese di luglio, la conferenza di Potsdam avrebbe sancito la spartizione del nostro continente tra le due grandi potenze mondiali. La terra sublime che era stata per millenni fulcro e demiurgo di civiltà insigne, sarebbe diventata una mera zona d'influenza assoggettata e protetta da forze militari straniere. Non più officina geniale di idee, bensì un grosso supermercato dove smerciare il prodotto a stelle e striscie o le mentecatte teorie marxiste-leniniste.


Da fine esportatore d'ingegno ad importatore netto d'esotica barbarie. Lo sviluppo economico ed il boom che seguì nel dopoguerra, non riuscirono comunque a restituire all'europa spaccata, l'indipendenza, l'autonomia, la forza perduta ed il prestigio d'un tempo. Dopo 70 anni circa le due dottrine economiciste e materialiste capitalismo e comunismo, si sono come fuse dopo la caduta del Muro in una sorta di turboliberismo nella sfera privata e di socialismo reale nell'ambito dell'opprimente macchina burocratica.

Non esiste ordunque altro pensiero, se non il governo dell economia e la riduzione della vita umana alla pura e semplice aspirazione per il consumo. Allora da Roma a tutte le altre capitali vicine, l' è tutto un primaverile fiorir di "larghe intese", di epocali inciuci. La tirannide bancaria sovrintende e gestisce i nostri infimi destini. Alla favola patetica del demos e della democrazia ateniese non crede ormai davvero più nessuno. A meno che non sia coperto da montagne di denaro. Le sorti della tradizione dei Celti e dei greco-romani sono ridotte nelle mani avide delle lobbies, di club esclusivi, di caste e circoli ristretti, delle cricche finanziarie, di saghe e dinasty familiari.

I palazzi del potere romano con i suoi valletti, parlano ora sfrontati di Bildeberg, di massoneria e Trilateral. L'homo resettato e sfregiato al rango vassallo, è rimasto padrone solo di potersi votare un buffone e di premere il tasto del suo telecomando. Suona tragica la profezia del Talmud, "tutti i popoli del mondo saranno incatenati al trono d'Israele".