Presentazione di EreticaMente

EreticaMente è il "mondo delle Idee", per una cultura organica, nazionale e popolare tesa alla formazione dell'Uomo, del Cittadino, del Patriota...

Razzismo rosso (E se i veri razzisti fossero “compagni” e democratici?)

La storia che vi voglio raccontare inizia mezzo secolo fa, eravamo a Trieste negli anni '60. Siamo in una scuola elementare cittadina, in una classe terza...

Maurice Bardeche: un fascista per l’Europa

Ho già scritto che Maurice Bardèche è sempre stato un autore molto caro a chi scrive fin dalla sua prima lettura, se non erro negli anni 60, di “Che cosa è il Fascismo?”...

Sulla dignita

Kant riteneva che il fondamento dell’agire fosse la ragione stessa del soggetto umano universale. Infatti l’imperativo categorico (il comando universale...

Omofobia la prossima frontiera del nichilismo

Pensavamo di dover ricordare Elsa Fornero per le riforme che hanno stravolto l’art. 18 e originato il drammatico fenomeno degli esodati e invece c’è qualcosa...

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martedì 11 giugno 2013

Rischiano di riuscirci. Pero’…



di Fabrizio Belloni

L’astensionismo dilaga.
I vecchi rottami partitocratrici berciano. Chi ha perso di meno fa la ruota e si consola con le poltrone. Partitocrazia maleodorante.
Chi ha perso imputa all’astensionismo stesso la caduta. Partitocrazia stupida.
I media esultano o funeraleggiano secondo gli umori dell’editore. Partitocrazia viscida e servile.

Nessuno sottolinea una verità, scomoda, micidiale, dirompente.

Se la Gente non va a votare alle politiche gli apparati faraonici (di funzionari o di soldi) dei partiti, fingono di non capire che la metà (di più, se si contano le schede bianche e nulle) degli Italiani li ha mandati al diavolo. Non sono stati capaci di rinnovarsi (né possono, per natura partitocratrica e arraffante) e l’offerta che propongono alla Gente viene sempre più rifiutata dal Popolo, che vede solo poltrone, soldi ammucchiati, benefici inconcepibili, incapacità di progettazione e di attuazione.

Sbavano di calo fisiologico, compatibile con le percentuali anglo sassoni; invece è un calo di consensi patologico, metastasizzato, irreversibile.

Se poi lo stesso calo si ha alle regionali,i servi partitocratrici biascicano di similitudine con le politiche, essendo la Regione organo lontano e non percepito (fatte salve la Val d’Aosta e il Trentino-Sud Tirolo).

Ma se va a votare quasi solo un romano su tre, se anche nei Comuni l’astensionismo deborda, vuol dire che si è rotto un meccanismo essenziale.

Il Comune è la bandiera, campanilistica, se volete, di ciascuno di noi. Se contenuto in logiche di affermazione e non di disprezzo, è e può essere anche positivo. Vivaddio non è solo la bandiera della squadra di calcio che dovrebbe unire.

Invece si è persa la sensibilità e l’amore della Comunità, che raccoglie le tradizioni, la cultura, le radici del nostro essere. Se si distrugge la Comunità ci avviamo ad una situazione micidiale: il nulla cosmico.

Fate mente locale: prima hanno distrutto la Famiglia, primo organo sociale. In mille modi: consumismo, televisione, pornografia, omologazione……

Il passo successivo è l’annientamento della Comunità, di quell’idem sentire e vivere che ha cementato per millenni le Genti.

E’ un piano studiato a tavolino e scientifico e viene da lontano.
Il passo successivo sarà la riunificazione di tutte le Società (cioè le singole sommatorie delle Comunità) in un unico coacervo di amebe grigie e tubi digerenti, sotto un unico Governo Mondiale. La globalizzazione (economica e finanziaria) e il mundialismo (politico e militare) ne sono gli strumenti.

E chi vuole tutto ciò? Cito il Talmud: “Tutti i re del mondo verranno strisciando a portare il loro oro ai piedi del popolo eletto”.

Se per propaganda sottile e martellante, se per paura di affrontare il vero, se per quieto vivere  (O Franza o Spagna purché se magna), se per insegnamenti subdoli, viscidi, tentacolari e bugiardi si è arrivati confondere il vero con il voluto (da altri), allora si merita di essere considerati nient’altro che “progenie di cane” (Talmud), bestie cioè.
Ma ci sono ancora tanti, sempre di più, che combattono, che si alzano in piedi, che non mollano e che non molleranno mai.

Servi? Mai.

Globalizzati e amebizzati? Mai.

Ora, domani, sempre il grido ritorna e diventa tuono: Europa, erwache! Europa, svegliati!


Fabrizio Belloni
Cell. 348 31 61 598
Lunedì 10 giugno 2013.

venerdì 31 maggio 2013

Comunque la giri, il risultato non cambia



di Fabrizio Belloni


Mi permetto di sottolineare alcune scenette (mal)recitate sul palcoscenico della sgangherata comica finale del nostro squinternato, bistrattato, dannato ed amato Stivale (ma non solo).

Grillo si sta accorgendo di una eterna verità: la ruota gira se vi è un perno solo; se sono due o più la ruota grippa e si blocca. Un Movimento (partito, associazione, bocciofila, club filatelico, parrocchia ecc. ecc.) al suo interno deve avere uno, uno solo che comanda. Quell’uno deve assumersi responsabilità, incarnare l’idea, indicare la strada, scegliere la strategia, attuare e far attuare la tattica. Si può fingere, in ossequio al volere degli occupanti da sessantacinque anni il Bel Paese, un apparato democratico, ma solo in apparenza. Altrimenti si finisce nel caos, nell’anarchia sterile, autoreferenziante, invitabile sbocco nella palude viscida e malata della partitocrazia. Badate che la Costituzione non dice nulla sull’apparato interno dei partiti: afferma solo che il loro comportamento pubblico (elezioni) deve adeguarsi all’ipocrita rito delle elezioni democratiche. (anche sulle elezioni ci sarebbe da ridire: sono, tecnicamente, una mistificazione giuridica, tese ad evitare lo scontro fra fazioni, più che a salvaguardare la dignità di ciascuno. Così mi insegnò quel gigante che fu il prof. Miglio).


La Sinistra non riesce a guarire da un bacillo che porta dalla nascita: la necessità di dividersi, di litigare, di contrapporsi all’interno con più ferocia che contro gli avversari. Ci riuscì una sola volta Lenin, a prezzo di una montagna di morti alta più dell’Everest. Solo la pazienza slava (ed il terrore) permise di rimandare l’ammissione del fallimento per tre generazioni. La caduta del Muro nell’ottantanove sancì il fallimento della Sinistra. Qui da noi i cosiddetti progressisti fanno discorsi più reazionari e capitalisti di quelli che facevano i Liberali negli anni ‘50/’60 (rileggetevi Einaudi e Malagodi: sembrano rossi che più rossi non si può, al paragone).

La Destra non esiste. Semplicemente. Cosa è di destra in Italia oggi? Non gli eredi del fu MSI, partito che cominciò bene (anti Atlantico, dichiaratamente Fascista), ma che fu immediatamente cooptato dai servizi SUA, dai soldi dei poteri forti, e che non ebbe gli attributi per continuare un’Idea. Finito con Fini, appropriato personaggio per la celebrazione del rito funebre, si è dissolto in mille rivoli, che strepitano l’uno contro l’altro, berciando che il mio Fascismo è più Fascismo del tuo. Che tristezza. Che tristezza vedere l’Idea stuprata. Che tristezza vedere l’utilizzo per fini personali dell’entusiasmo di tanti giovani in buona, buonissima fede.

La Destra non esiste. Non è Destra Berlusconi, che pensa più a se stesso che alla politica. Del resto deve le sue fortune, oltre ad una indiscutibile abilità, al suo mentore, Bettino Craxi, che gli “regalò” le televisioni, per mettere una bomba politica ad orologeria sotto la poltrona di Agnelli, legatosi al PCI. Oggi il Silvio avverte la fibrillazione dei suoi ex –berluscones, pronti a fronde, salti della quaglia, tradimenti, voltafaccia, pugnalate in puro stile italico-bizantino. Chi di Scilipoti ferisce……

In compenso i nostri padroni ed occupanti, gli SUA, se la passano male. Disoccupazione oltre il 12%. Che ti fa l’ebreo Bernake, il patron della Federal Riserve? Annuncia che stampa dollari, che immetterà liquidità fina alla riduzione al sei e mezzo per cento l’indice dei disoccupati. Badate che sarebbe una mossa mica vigliacca, se gli yankee non avessero il viziaccio di far pagare ad altri i loro debiti. E poi, di che dollari parla Bernake? Di quelli ad uso interno? Di quelli usati per pagare le truppe all’estero, assai diversi, non nell’aspetto , ma con dei dubbi sulla numerazione? Sui cosiddetti petrol-dollari (idem c.s.)? Chiedere lumi allo IOR, che forse ne sa qualcosa. E, già che ci siamo, sarebbe possibile, per maligna curiosità, controllare se l’oro di Fort Knox è tale, o tungsteno rivestito?

La Russia ha mandato centinaia di S 300 in Siria. Gli S 300 sono missili potenti e di medio raggio. Potrebbero portare anche testate nucleari. I cosiddetti “ribelli”, propriamente mercenari armati da Israele, dalla Cia, dalle armi dei depositi libici (andate anche in Mali), dalla Francia e dall’Inghilterra, se la passano male. E la Russia, che ha una base della marina militare in Siria, ha mandato un messaggio chiaro. E ha fatto bene. Il grande deposito di gas che dall’Egitto arriva fino in Grecia, toccando anche l’Italia (ma l’Eni è in svendita!), deve essere suddiviso con accordi, non con mattanze. Alla faccia dei petrolieri, delle sette sorelle, dei poteri forti.

Sono solo pochissimi degli argomenti oggi alla ribalta. Ma tutti hanno come natura intrinseca una constatazione. La cosiddetta democrazia è un fallimento operativo. E’ uno livido specchietto per stupide allodole. Un’ inefficace simulazione di quello che in natura non esiste né può esistere. E’ un prozac per illudere il numero delle masse. Si dibattono, i parassiti servi che gestiscono, su mandato altrui, il potere, nella contraddizione del pendolo: oscillano fra incapacità inefficace e vigliaccheria.

Dovrebbero, da uomini, avere il coraggio di fare una spietata analisi, una disamina senza filtri ideologici degli ultimi settanta anni di storia italiana ed europea.

Meglio che si spiccino: la Storia, quella vera, ha cominciato a farlo.
Grazie a dio, grazie ad Odino

Fabrizio Belloni
Cell. 348 31 61 598
Venerdì 32 Maggio 2013.

mercoledì 22 maggio 2013

A volte ritornano



di Fabrizio Belloni


Vi ricordate l’affare “tocai”? Il tocai è, o meglio, era un ottimo vino nativo di San Floriano del Collio, sopra Gorizia. Tanto apprezzato che si diffuse prima a tutto il Friuli, poi anche in Veneto.

Quando l’Ungheria entrò nella Unione Europea, nacque il contenzioso con il loro “Tokaj”, ottimo vino ungherese, del tutto diverso dal nostro. Secco e profumatissimo il tocai Italiano, liquoroso, da dessert il vino ungherese.

Il contenzioso lo perdemmo. Anche se dalla nostra parte ci fu la testimonianza del Barone Formentini,  dal cui castello, a San Floriano, tanti secoli fa partì una baronessina che andava a sposarsi in Ungheria. Tra le tante ricchezze che portava in dote vi era cospicuo numero di “barbatelle”, le radici di un vino che si coltivava attorno al Castello: il nostro Tocai. Ancor oggi, a ricordo, in Ungheria esiste il “Tokaj furmint”, a memoria dell’origine.


Sono maligno per natura, ma nessuno mi toglie dalla testa che il contenzioso con l’Ungheria lo perdemmo perché nessuno difese i nostri interessi in Europa. Maligno per maligno, oltre al menefreghismo, ci aggiungo che nessuno parlava alcuna lingua che non fosse il romanesco o il napoletano; né inglese, né francese, né tedesco. Neppure l’italiano, aggiungo con un diabolico sorriso.

Oggi rischia di riproporsi la stessa situazione: Non ha fatto tempo ad entrare nella Comunità Europea, che la Croazia ha rivendicato la denominazione di “Prosek” per una specie di gazzosa imbevibile, dolce ed acida allo stesso tempo, che vorrebbe sostituire una delle ricchezze della nostra arte vitivinicola: il “Prosecco”. Sempre con malignità subodoro un interesse francese, dietro la mossa croata: da un po’ di tempo i nostri migliori “Prosecchi” stanno sostituendo lo “champagne” commerciale in giro per il mondo.

Dalla nostra parte vi è una località, sopra Trieste, da cui è originario il nostro spumante, che si chiama appunto Prosecco. Dovrebbe bastare, vero?

Basta che in Europa ci vada qualcuno che abbia a cuore gli interessi della nostra Terra,che magari parli qualche lingua, e che sia allergico alle bustarelle.

Hai detto niente!


Fabrizio Belloni
Cell. 348 31 61 598
Martedì 21 maggio 2013.

martedì 21 maggio 2013

Saggezza siciliana



di Fabrizio Belloni

Se ricordo bene (mi sia perdonata l’eventuale inesattezza: non conosco la lingua siciliana e mi tocca usare come veicolo il dialetto italiano), nella Trinacria vi è un adagio popolare che divide gli uomini in quattro categorie: “Uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraqua”. Non mi permetto di sindacare come vengono classificate le persone, ma utilizzo spudoratamente l’assioma siculo a mio uso e consumo. Anzi, lo semplifico e lo riduco, da inveterato estremista come – grazie a dio – sono, a due sole classificazioni. Uomini e quaquaraqua.

Ne incontriamo tutti i giorni. Sia della prima che della seconda categoria. Magari, distratti dalla vita moderna, non ci accorgiamo di nulla.

Guareschi, il gigante, scrisse: “l’uomo moderno corre dietro ai minuti secondi e non si accorge che così perde la vita”.


“Uomo” vero è la massaia che a fine mese, dopo aver dato da mangiare alla famiglia, pagate le bollette, governato la casa, si ritrova ancora un euro in borsetta. Meriterebbe di essere nominata Ministro del Tesoro di questo squinternato, bellissimo e dannato Stivale.

Quaquaraquà sono di contro le veline sempre più scosciate e sgambettanti, che durano sempre meno alla ribalta. Belle ed inutili, diventeranno per lo più fanciulle sfiorite anti tempo.

“Uomo” è il pubblico ministero che ha il coraggio di inviare a giudizio una causa e che non ne chiede l’archiviazione. Normale, mi direte, se ci sono le ipotesi di reato. Mica vero, invece. Troppe volte non si deve, non si può, non si ha il coraggio di disturbare il manovratore. Se la causa, l’esposto rischia di incrinare l’impalcatura del “Sistema”, certi Pubblici Ministeri non se la sentono di togliere un ulteriore sasso, piccolo o grande, dalla diga che ancora per un po’ trattiene l’ondata della rabbia della gente. E….”vox populi, vox dei”. Sacrosanto! Certi Pubblici Ministeri hanno avuto la sfacciataggine di archiviare denunce contro le banche, accertate di usura fino al 200%, -e non solo dai periti di parte-, adducendo la ciclopica fanfaluca che “si presume la buona fede della banca”. Non disturbare il manovratore. Quaquaraquà. Per altro, altri P.M. rinviano a giudizio e chiedono l’arresto. Capite perché nella riforma giudiziaria proposta da Berlusconi i PM sono previsti sotto l’egida governativa?

La Boccassini ha chiesto una specie di fucilazione civile per il Berlusconi. Non ha capito: c’è uno scambio, nella casta, Berlusconi da una parte, il Monte dei Paschi di Siena dall’altra (avete notatoli silenzio dirompente su Siena, soprattutto dalle reti Mediaset?). Quaquaraquà mafiosetti bipartisan.

Le “Jene” hanno scoperto che molti parlamentari sgomitano per potersi accaparrare posti nelle Commissioni, tali da garantire gli interessi delle multinazionali. Che pagano mensilmente. Per chi non lo avesse capito, si chiama prostituzione, ove le nigeriane sono quelle che ci fanno la figura migliore. Quaquaraquà.

Napoletano è stato citato come testimone: chissà se il presidente chiamerà Mancino per farsi suggerire le risposte?

A Retequattro Del Debbio impernia la puntata sull’onorabilità dei parlamentari. E chi chiama a rappresentarli? L’On.le Scilipoti. La comica finale. Quaquaraquà da gara.

Il papa Francesco sculaccia un vescovone un po’ pedofilo e gay e tuona contro le banche. Se continua così rischia di diventare un uomo vero. Sempre che non faccia la fine di Giovanni Paolo primo, papa Luciani. Trentatrè  giorni di pontificato anti IOR, prima di morire “per attacco cardiaco”. Credibile come un mercante arabo di un suk di Timboctù.

E per finire: lo stillicidio pressoché quotidiano di donne ammazzate, stuprate, picchiate da maschi (?) quaquaraquà è diventato un ghiotto argomento televisivo: sciacalli! Domanda: ma quelle donne non hanno mariti, padri, fratelli con un po’ di fegato? Si spera nei giudici? L’antica barbara legge Longobarda dell’occhio per occhio dovrebbe trovare nuova gloria, accidenti.

Tutto sommato mi accorgo che il mondo è formato da troppi quaquaraquà e da troppi pochi uomini. Speriamo in loro, accidenti.

Fabrizio Belloni
Cell. 348 31 61 598
Martedì 21 maggio 2013.